Pensavo, sinceramente, di ritrovarmi qui a parlare/vi della Ryder Cup, dell'Europa ancora travolgente sugli U.S.A. e soprattutto delle emozioni da brividi della buca 16 quando tutti, dai compagni agli avversari, da Woosnam a Tiger, sono corsi ad abbracciare Darren Clark che, dopo aver messo a segno il colpo vincente contro Zach Johnson (3/2), si era lasciato per un attimo vincere dalle lacrime pensando alla moglie scomparsa da poche settimane. E invece... invece Paolo Bettini, detto il grillo, è saltato sul mondiale di ciclismo, coronando quella che egli stesso ha giustamente definito "una carriera perfetta". Non ne capisco molto di ciclismo, di percorsi e di rapporti da scalare ma ieri mentre ero davanti allo schermo non ho potuto non chiedermi se anche il grande Stefano Benni fosse rimasto, come noi, incollato davanti alla tv rapito dall'ennessima impresa del Bettini già olimpico e ora mondiale. Chissà... magari un giorno deciderà di scrivere Bar Sport 3000 e trasformerà con la sua penna magica il suo leggendario Cinno nel Grillo di Bettiniana memoria. Eh si, perchè il Grillo di ieri sarebbe perfetto per un suo racconto: Il grillo (liberamente copiato da Benni n.d.r.)
L'idolo del ciclorintronato è il grillo, ovvero Paolo Bettini,
altrimenti detto il campione del mondo.
Il Grillo ha una bella faccia ovale, rosea, due occhietti vispi e un sorriso contagioso
e vive in simbiosi con la sua bicicletta, la bicicletta del Grillo..
Con essa il Grillo piomba come un falco in tutti gli arrivi del Pro-Tour,
supera gli Zabel in corsa, atterrisce i Valverde e sgomina gli Oscar Freire.
Il Grillo, nell'andare in bicicletta, ha una serie di regole fisse:
a) E' severamente vietato mettere le mani sul manubrio quando si vince.
Questo non solo in gara quando si hanno le mani impegnate in una volatona mozzafiato,
ma in ogni altra occasione anche se si sta semplicemente varcando la soglia di casa con un vassoio di tazze, thermos e maritozzi vari.
b) L'andatura da Grillo dev'essere altalenante,
ovvero la bicicletta deve dondolare da sinistra a destra e viceversa sfiorando il suolo,
di modo che nel raggio di venti metri non si frappongano ostacoli viventi.
c) E' vietato cadere e/o arrendersi, quantunque sia disperata la situazione della volata e/o qualunque sia la dinamica della sconfitta. Il Grillo entra nelle volate per ultimo e arriva per primo.
Questo crea il famoso carattere da Grillo,
uno dei misteri della psicologia sportiva moderna.
d) Mentre pedala, il Grillo sorride al mondo e a una carriera agonistica che è perfetta.
e) La via normale del Grillo è costituita da: Mondiali, Olimpiadi, Liegi-Bastogne-Liegi e Milano-Sanremo
La corse a tappe sono accuratamente evitate, perché pericolose
e perché le miss sono chiuse sul palco della premiazioni appannaggio esclusivo degli uomini di classifica e si vedono poco.
Tutto questo comporta, naturalmente, che il Grillo sia
molto odiato da velocisti, passisti e benpensanti.
Come si diventa Paolo Bettini, il grillo?
Qualcuno parla di vocazione, altri di mistero inspiegabile, altri di ragioni sociali
Come che sia, Paolo Bettini non si diventa da un giorno all'altro
La Scheda di "Bar Sport" - Stefano Benni


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