lunedì, ottobre 02, 2006

2-10-06 Scherma, Mondiali di Torino 2006. Margherita e il con-dominio Italia.

Nella domenica in cui Michael Schumacher stravince il Gran Premio del Giappone e completa la strepitosa rimonta "mondiale" ai danni dello sfortunato Alonso, mi piace puntare i riflettori, ancora una volta di più, sulla mia Torino che incorona poco dopo la bella outsider Margherita Granbassi Campionessa del Mondo di specialità. "In un giorno è cambiato tutto" racconta felice Margherita-occhi di gatto... "di solito al supplementare faccio schifo e mi blocco, perdo sempre" ... e invece qui di supplementari ne ha vinti addirittura tre e negli ultimi due (quelli che contavano per il "peso" delle medaglie n.d.r.) ha messo in riga il meglio del meglio del fioretto italiano e mondiale: Trillini e Vezzali a leggittimare, oltre ogni ragionevole dubbio, un oro pesantissimo e meritatissimo. Un trionfo e per celebrarlo a dovere vi riporto l'editoriale di Candido Cannavò dalla prima pagina della Gazzetta dello Sport di oggi. Non prima di aver speso due parole per la oggi "perdente" ed arrabbiatissima Valentina Vezzali. Chapeau di fronte a questa grandissima campionessa che con un ginocchio a pezzi (sarà operata dopo i Mondiali per non perdere l'apuntamento olimpico di Pechino n.d.r.) ha comunque acciuffato di grinta l'ottava medaglia, diventando la plurimedagliata ai Mondiali ex aequo con lo sciabolatore polacco Pawlowski... leggendaria anche nella sconfitta. Ad una così si può perdonare anche il muso lungo del podio finale.

Tratto dall'Editoriale di Candido Cannavò "Una domenica italiana" della Gazzetta dello Sport del 2-10-2006:

"... Qui Torino. Guardate cosa ci regala la Torino Olimpica: lo squadrone femminile del fioretto, tigri di ieri e tigri di oggi in cima al mondo. Le avevano escluse dai Giochi, immagino per eccesso di vittorie. Ma a Pechino tra due anni ci saranno: hanno deciso di riammetterle, sacrificando i maschi. E le tigri sentono già l'odore della preda. Hanno ridotto il Mondiale a una disputa di condominio. Ma da questo tripudio di italianità esce un verdetto clamoroso: la caduta di Valentina Vezzali, epica come la sua grandiosa vita sportiva, all'ultima stoccata di spareggio. L'ha spodestata Margherita Granbassi, una tigre di Trieste, bella a vedersi, atleticamente baciata dalla grazia, ma sinora ai margini dell'elitè per infortuni e questioni di carattere. E' esplosa con la maturità, battendo una dietro l'altra le due padrone del branco, finaliste ai Giochi di Atene: prima la Trillini, poi sua maestà Valentina. Un sogno ad occhi aperti. Anche la nostra scherma - come la Ferrari e Schumacher - non finisce mai." .

L'albo d'oro del fioretto femminile:
1995 - L'Aia: Laura G. Badea (Romania)
1997 - Citta del Capo: Giovanna Trillini (Italia)
1998 - La Chaux De Fonds: Sabine Bau (Germania)
1999 - Seoul: Valentina Vezzali (Italia)
2001 - Nimes: Valentina Vezzali (Italia)
2002 - Lisbona: Svetlana Boiko (Russia)
2003 - L'Avana: Valentina Vezzali (Italia)
2005 - Lipsia: Valentina Vezzali (Italia)
2006 - Torino: Margherita Granbassi (Italia)

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